Documento elaborato mediante l’aiuto e la consultazione delle fonti: Francesco Contardi: “La Casa sulla Roccia, Chiesa Parrocchiale di Maleo restauro 1988/1990” e “Maleo il cammino di una comunità attraverso la sua fede e la sua storia” 1992 tipografia VICIGUERRA Pizzighettone (CR)
IL VENERABILE PIETRO TRABATTONI

MONSIGNOR PIETRO TRABATTONI nacque a Iseo il 26 Febbraio 1848. Compiuti i primi studi elementari e secondari fu ammesso al seminario lodigiano nell'anno 1863. Ordinato sacerdote il 21 agosto 1870 fu inviato nello stesso anno a Maleo quale rettore della Cappellania rurale di San Francesco, posta nell'omonima frazione. Nel maggio del 1884 fu nominato Parroco di Maleo dal Vescovo Mons. Domenico Gelmini. Prese possesso della Parrocchia il 29 Giugno dello stesso anno, giorno del suo onomastico. Assumendo il suo ministero, l'Arciprete non ebbe altra preoccupazione che quella di servire Dio imitandolo nella carità di Cristo. Per questo di lui si dice che fu “l'uomo della fede e della carità”. Dimentico completamente si sé, (chi lo ha conosciuto testimonia di averlo visto mangiare sempre malissimo e vestire con capi rammendati) era felice quando era in grado di procurare ai fratelli conforto, aiuto e sollievo, soprattutto ai più poveri. Pur di guadagnare anime al Signore escogitò forme sempre nuove di apostolato suscitando in parrocchia la nascita di numerose associazioni, l'Adorazione del Santissimo Sacramento in ogni ora del giorno, l'Oratorio Maschile e femminile. Particolare attenzione ebbe per i lavoratori più umili, quelli più malati e bistrattati. Nel contesto dell'Enciclica Papale “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII difese pubblicamente i diritti dei lavoratori favorendo la costituzione delle associazioni di contadini e filatrici nelle cosiddette “Leghe Bianche”e collaborò, con La Società di Mutuo Soccorso Operaio promuovendone l’azione a fianco dei lavoratori più anziani e invalidi. Questi erano i suoi prediletti;egli era infatti consapevole che coloro che erano ai margini della società erano “la pietra scartata dai costruttori che diveniva per Dio la pietra angolare”. . Nel 1897 fondò sempre a Maleo la casa di riposo per i vecchi e i poveri bisognosi del paese chiamata “Piccola Casa della Divina Provvidenza” tutt'oggi esistente. Per favorire un maggiore spirito di pietà diede inizio ai ritiri mensili per sacerdoti che si svolgevano in canonica. L'inaugurazione di questi ritiri fu aperta dall'allora Vescovo di Mantova Mons. Sarto che diverrà poi Papa con il nome di Pio X e successivamente proclamato santo. Ebbe rapporti anche con altri personaggi illustri del mondo ecclesiale: si compiaceva di aver conosciuto personalmente San Giovanni Bosco e di aver ricevuto la sua benedizione. Un'altra Santa, Francesca Cabrini, lo invitò per la predicazione del primo corso di esercizi delle Sue Suore. Tra i suoi amici più affezionati troviamo anche il Beato Vincenzo Grossi, spesso al suo fianco nelle battaglie in difesa dei lavoratori. Passò dalla canonica di Maleo anche “un certo” Don Angelo Roncalli il quale diverrà nel 1958 Papa Giovanni XIII. Singolare è che nel momento della sua agonia, Papa Giovanni XIII, secondo una testimonianza del frate infermiere Felice Bellotti, volle accanto a sé anche la foto di Don Pietro. Colpito da artrite dal 1923 considerò la sofferenza del suo corpo la sua croce, e anche quando, con l'avanzare dell'età la malattia progrediva, egli continuava a condurre i suoi doveri pastorali sorretto da un'assidua preghiera, devozione alla Madonna e al Santissimo Sacramento. Questo fino all'inizio del 1929., quando il Vescovo Mons. Calchi Novati accolse la sua rinuncia al ministero di parroco. Si ritirò in quella Piccola Casa della Divina Provvidenza che lui stesso aveva fondato morendo in grazia di Dio il 14 Settembre 1930. Il 27 Luglio 1955 il Vescovo di Lodi Mons. Tarcisio Benedetti dà inizio al processo per la sua Beatificazione, mentre la sua proclamazione a Venerabile è datata 7 Luglio 1977. Dopo la sua morte furono trovati alcuni strumenti di penitenza che si possono ancora oggi vedere nella chiesa parrocchiale, conservati in un armadio a vetro presso la cappella del Santissimo Sacramento, tra cui un teschio che egli era solito tenere sul comodino. Nessuno sa dirci oggi con quale frequenza e con quale intensità il Venerabile ne abbia fatto uso; si è certi però che Egli non fece mai nulla con leggerezza e tutto secondo i canoni prescritti dalla Chiesa. Quest'anno ricorre l'Ottantesimo anniversario del transito al Padre del Venerabile. Per questo, a ricordo della sua persona e del suo ministero, lo scorso anno è stato costituito un comitato che ha il compito di sensibilizzare i fedeli a comprendere meglio la figura e l'azione pastorale del “loro parroco” e di promuovere, attraverso varie celebrazioni e dibattiti, la conoscenza dell'attività pastorale e sociale di Monsignor Trabattoni.