Documento elaborato mediante l’aiuto e la consultazione delle fonti: Francesco Contardi: “La Casa sulla Roccia, Chiesa Parrocchiale di Maleo restauro 1988/1990” e “Maleo il cammino di una comunità attraverso la sua fede e la sua storia” 1992 tipografia VICIGUERRA Pizzighettone (CR)
CENNI SUL CULTO DEI SANTI PATRONI A MALEO

“I santi titolari sono i gloriosi Martiri SS. Gervasio e Protasio e non vennero mai mutati”. Così scriveva il Venerabile Pietro Trabattoni sul questionario compilato in occasione della visita pastorale avvenuta nell'ottobre del 1891. Il loro culto risale addirittura all'anno 1028 sotto la signoria dai Bariano tra i cui beni vi era in Maleo anche una cappella dedicata ai Santi Martiri milanesi Gervasio e Protasio. Ciò a testimoniare il legame della famiglia Bariano e della chiesa malerina con l'influsso liturgico milanese già da questi tempi. In documenti successivi (anno 1061) questa cappella viene persino citata con l'appellativo di “Basilica S. Gervaxi et Protaxi”. Dagli atti del Sinodo 3^ di Lodi poi, la chiesa malerina viene indicata nello stato della Diocesi di Lodi quale “Olim Collegiata Insignis SS. MM. Gervasi et Protasii”. Nello statuto della Collegiata vi erano diversi riferimenti al culto dei Santi Patroni. Stava scritto infatti che “ con solennità tanto in chiesa quanto sull'altare è compito dell'Arciprete celebrare la festa dei Santi Patroni Gervasio e Protasio”. Vi erano poi due procuratori nominati dall'Arciprete che avevano il compito di invitare i deputati, il podestà, gli ufficiali e tutti gli artigiani della parrocchia ad offrire un cero del peso di una libbra nel giorno dei Santi Gervasio e Protasio, per l'illuminazione durante gli uffici divini, specialmente durante i giorni solenni. L'effigie dei Santi Patroni, che si può vedere qui a fianco in fotografia, si trova sulla parete frontale dell'abside della chiesa. Il quadro ad olio rappresenta il martirio dei due Santi. Oltre a questo quadro è presente una vetrata policroma con l'effigie dei Santi Martiri all'interno della chiesa, posta sopra il portone centrale di entrata. L'affresco in particolare rappresenta i due giovani martiri: uno già steso a terra morto con i segni del sangue sul collo e l'altro nell'atteggiamento di rassegnarsi al volere di Dio in attesa di ricevere il colpo della scure con cui verrà ucciso. Accanto vi si trova un sacerdote che lo invita ad abiurare la fede cristiana additandogli con l'indice la statua dell'imperatore posta su un alto piedistallo. Sullo sfondo dell'affresco si intravedono un militare ed un gruppetto di persone che smarrite seguono la scena della decapitazione. Alla sinistra, in alto possiamo vedere un volo di angeli portanti la palma e la corona dei martiri e della gloria. Una ricca e preziosa cornice di marmi e stucchi dorati con putti e festoni inquadra questa pittura eseguita dal Prof. Luigi Valtorta nel 1886 su ordinazione proprio di Mons. Trabattoni. Ciò non significa che l'effigie dei Santi Patroni mancasse prima di tale data. Risulta infatti da documentazione precedente che un'effigie dei Santi vi fosse gia presente prima dell'ampliamento finale a tre navate della chiesa parrocchiale.