Documento elaborato mediante l’aiuto e la consultazione delle fonti: Francesco Contardi: “La Casa sulla Roccia, Chiesa Parrocchiale di Maleo restauro 1988/1990” e “Maleo il cammino di una comunità attraverso la sua fede e la sua storia” 1992 tipografia VICIGUERRA Pizzighettone (CR)
LA CHIESA DEI SANTI GERVASIO E PROTASIO IN MALEO                                     [Pag. 1/4]

La Chiesa di Maleo risale a tempi molto antichi.
Le fonti più antiche che mostrano il suo sorgere sono costituite da pergamene che risalgono al secolo XI. E' dedicata ai Santi Martiri Gervasio e Protasio. La sua consacrazione risale alla data del 20 Giugno 1856. Fin dal secolo XV essa era insignita del titolo di Insigne Chiesa Collegiata. Tale titolo viene confermato da una bolla di Papa Giulio II del 1511. Ancora prima del Concilio di Trento la Collegiata beneficiava di amplissimi privilegi, aveva statuti propri e vi erano dieci Canonicati, soppressi poi in epoca napoleonica. La facciata è ripartita da una grande e semplice cornice che corre sotto la finestra centrale. Termina con un timpano spezzato nel quale è inserita una struttura con nicchia. Gli estremi del timpano spezzato sono ornati da quattro pinnacoli piramidali due per lato. Le cinque nicchie presenti sulla facciata sono sede delle statue dei Santi Francesco d'Assisi e Giovanna d'Arco ai lati del finestrone centrale, degli Apostoli Pietro e Paolo nella parte bassa della facciata, e dell'Immacolata in alto, nel fastigio. Questa statua, in stile barocco risale all'originaria costruzione della chiesa. La finestra centrale presenta una vetrata che raffigura i Santi Martiri Gervasio e Protasio. La chiesa è dotata di tre ingressi corrispondenti alle tre navate laterali. L'ingresso principale presenta un protiro poggiato su due colonne di granito. Le porte, in legno di rovere di Slavonia, sono state realizzate nel 1942. La scritta “SANCTIS M.M. GERVASIO ET PROTASIO DICATUM” campeggia sulla facciata della chiesa. Essa è composta di caratteri in bronzo. A lato della chiesa, più precisamente sul lato sinistro, si erge il campanile: è dotato di una elegante cella campanaria ad archetti sopraelevati sostenuti da leggere colonnette in granito. E' dotato di cinque campane. L'interno della chiesa è costituito da tre navate con accenno di transetto, che le conferiscono l'aspetto di croce
latina. La decorazione è assai imponente. E' opera del Professor Luigi Morgari di Torino, chiamato nel 1920 dall'Arciprete Monsignor Pietro Trabattoni a restaurare e decorare le pitture della chiesa con scene tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento. Le scene non sono statiche, ma sono piene di movimento e armoniosità. Al restauro delle decorazione partecipò anche il Professor Luigi Valtorta di Milano, il quale affrescò sulla navata centrale la medaglia raffigurante Gesù che consegna le chiavi a San Pietro alla presenza degli Apostoli. Opera del Professor Luigi Valtorta è anche l'affresco presente sulla parete absidale, eseguito nel 1866, raffigurante il Martirio dei Santi Gervasio e Protasio, titolari della Chiesa.