Documento elaborato mediante l’aiuto e la consultazione delle fonti: Francesco Contardi: “La Casa sulla Roccia, Chiesa Parrocchiale di Maleo restauro 1988/1990” e “Maleo il cammino di una comunità attraverso la sua fede e la sua storia” 1992 tipografia VICIGUERRA Pizzighettone (CR)
CHIESE E MONUMENTI

La chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Gervasio e Protasio. La facciata è di linee settecentesche, affiancata dall'alto campanile a sei ordini sovrapposti. L'interno, a croce latina, è spartito in tre navate divise da pilastri ed un motivo classicheggiante di colonne binate doriche scandisce le campate delle navate laterali. Il soffitto è stato affrescato nel 1921. L'arco commemorativo eretto nel 1686 in onore del marchese Antonio Trecchi, è un edificio modesto, alto 14 metri, dal frontespizio classico con leggera incurvatura barocca, senza pretese artistiche se non quella di avvertire della dignità del borgo e di ricordare con iscrizioni dipinte l'insediamento ed i meriti del Trecchi. L'Arco Trecchi è stato dichiarato monumento d'interesse nazionale. Il castello-palazzo di Maleo apparteneva alla famiglia Biandrà Trecchi Ghirlanda Silva. Il castello, trasformatosi nel tempo in fastosa residenza di campagna, è dunque un complesso di grande interesse, fra i più belli della Lombardia; è specchio di storia, oltre che testimonianza stilistica di più epoche, che si sono successe nei lavori di ampliamento, abbellimento e restauro. L'entrata è costituita da un antico torrione merlato che chiude il muro di cinta di un bellissimo parco. L'edificio rettangolare è vasto e massiccio, con due belle facciate, l'una prospiciente il cortile, l'altra rivolta verso il giardino e dominante la vallata dell'ultimo tratto del corso dell'Adda. La costruzione del palazzo, sul medesimo corpo dell'antico castello, viene attribuita a Pellegrino Tibaldi, rinomato architetto lombardo del 1500. La facciata che da sul parco è semplice, coronata da merlatura, ed è caratterizzata da un'imponente scala a due rampe, che confluiscono in un unico ripido scalone di pietra che scende nel giardino. Un grazioso ninfeo con la statua di fauno si scorge sotto la balconata del pianterreno. Lo stile architettonico della fronte verso il cortile d'onore, invece, è stato rimaneggiato nel 1600: nella parte centrale una luminosa loggia a tre grandi arcate, rette da colonne ioniche binate, forma l'ingresso. Di fronte alla loggia, nel cortile, una statua settecentesca di Nettuno. Il parco, assai vasto e pittoresco, anticamente chiamato "Piazza d'armi", è un tipico esempio di giardino all'inglese. Ha platani e pioppi secolari, un romantico laghetto sotto salici piangenti, angoli ombrosi ed un arcadico tempietto rotondo. L'interno è un susseguirsi di saloni, logge, camere. Vi è anche una piccola cappella privata ottagonale, con volta affrescata da Bernardino Campi. Sull'altare, una Madonna col Bambino e San Giovannino di Andrea del Sarto. Dei Campi, pittori cremonesi del 1500: una Natività, un'Adorazione dei pastori, e i soffitti della sala delle Deità Marine e dell'Apollo, affrescati da Giulio Campi. Spiccano nel salone centrale dei grandi quadri con scene venatorie. Nella sala da pranzo, un grande camino del 1500, con un grazioso rilievo attribuito a Gaspare Pedoni. Mentre la discendenza dei Trecchi occupava il castello, un ramo cadetto si installò verso l'inizio del 1700 in una costruzione minore, di fronte ad esso. Si ignora il nome dell'architetto della villa, cui fu annessa una filanda per la trattura della seta. Attorno alla metà del XIX secolo passò ad altri proprietari ed iniziò la sua lenta decadenza. Oggi è sede della scuola media. Bellissimo esempio di architettura settecentesca, illegiadrita dai numerosi comignoli di forme bizzarre e da doccini in ferro battuto, anche all'interno rivela la raffinatezza misurata delle strutture, seppure in parte alterate nel tempo. L'armonioso complesso è arricchito dalla Chiesa dell’Annunciata, già sede della confraternita della Buona Morte. Le prime testimonianze di questa chiesa risalgono alla fine del XV secolo quando ancora l'edificio era intitolato a Santa Maria della Pietà. La struttura oggi visibile risale, molto più probabilmente, ad una ristrutturazione avvenuta nel corso del XVII secolo. Il suo interno conserva e preserva opere di una certa rilevanza, quali un crocifisso ligneo settecentesco posto in una pregevole cappella di stile barocco, oggi in fase di restauro, e un pregevole organo del medesimo periodo.